“Tempo di Libri” la fiera del libro di Milano

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E così ci siamo. Tramite conferenza stampa è stata annunciata ufficialmente la prima edizione della Fiera dell’Editoria Italiana 2017 con sede a Milano.
Dopo la brusca rottura con il Salone del Libro di Torino gli organizzatori hanno tentato di mettere un freno alle polemiche. Qui di seguito le novità principali in paragone con le risposte del capoluogo piemontese che non ha alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire il primato del suo Salone.

 

IL NOME

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Logicamente chiamarlo semplicemente “Salone internazionale del libro” oltre ad attirare ancora di più anatemi da parte di Torino, avrebbe dato un senso di “già sentito” e di antiquato, per una città che invece vuole mettere in mostra la sua dinamicità e modernità. Si chiamerà quindi Tempo di Libri come si legge nel comunicato stampa:

“Se il tempo è il bene più prezioso che abbiamo a disposizione, l’unico in grado di dare valore, equilibrio e ritmo alla vita, Tempo di libri ci ricorderà quanti benefici si possono ricevere dal dedicarne una parte alla lettura.”

Da qui è nato il logo della kermesse, una meridiana che punta a proporre un nuovo modo di avvicinarsi al libro “meno passivo e più interattivo”. Insomma una veloce stoccata a Torino il cui logo, ideato da Adriano Benetti, con le barrette che evocano i colorati dorsi dei libri, rappresentano una netta preferenza all’idea tradizionale dell’editoria.

 

Chissà se Torino avesse docilmente piegato la testa, se non fosse stato così cocciuto nel voler organizzare la sua 30esima edizione, Milano sarebbe stata così sfrontata da utilizzare anche il nome “Salone internazionale del libro”?

 
 

LE DATE

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Tempo di libri si terrà dal 19 al 23 aprile nei padiglioni di Rho Fiera. Gli organizzatori ben precisano che non si tratterà di una edizione chiusa a livello fieristico “ma cucita attorno alla città”. Milano di tutto ciò ha sicuramente un’ampia esperienza grazie agli eventi organizzati da Bookcity, dal FuoriSalone e in molte altre occasioni. Gli organizzatori sono difatti fiduciosi della capacità della Fiera di attirare un pubblico estremamente ampio e variegato, comprendendo quindi anche chi di libri non è totalmente interessato.

Il Salone internazionale del libro si terrà dal 18 al 22 maggio 2017 ma gli organizzatori non hanno ancora lasciato trapelare nulla di più riguardo il progetto. Si sta parlando di una presentazione tra un paio di settimane ma dalla data ancora incerta.
Le tensioni all’interno del capoluogo piemontese di certo non sono poche: manca ancora la nomina del nuovo direttore del Salone del Libro mentre l’indagine sulle edizioni passate prosegue con l’iscrizione nel registro degli indagati per turbativa d’asta di Roberto Moisio, vicepresidente della Fondazione per il Libro.

 
 

LE PAROLE

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Tempo di libri di Milano si fonda su 4 principi:

  1. Apertura nei confronti di tutti i libri, del pubblico, dei professionisti. Pubblico non inteso esclusivamente di amanti della lettura ma strizza l’occhio, come detto in precedenza, anche ai lettori deboli e a tutti i curiosi.
  2. Dinamicità nella forma e noi contenuti. “Riflettendo sull’idea complessiva del libro del secondo millennio: un oggetto non più analogico o digitale, ma che ormai abita contemporaneamente entrambe le dimensioni.”
  3. Interattività nella sperimentazione dei nuovi formati. Si propone di non essere una kermesse a senso unico ma si inviteranno gli spettatori a partecipare in modo diretto agli eventi in programma.
  4. Pluralità perché fondata sulle diversità. Piccoli, grandi, digitali, tradizionali, specializzati o meno, case editrici e/o professionisti del settore saranno presenti gli uni accanto agli altri.

Il Salone Internazionale del Libro di Torino utilizza termini non molto diversi. «Semina il cambiamento» lascia intendere le molteplici e nuove strade che la città deve intraprendere per dare una risposta chiara e altrettanto attraente per il pubblico. Di cambiamenti ce ne saranno sicuramente molti a partire dal nuovo statuto e dalle nuove nomine: “la Sindaca di Torino Chiara Appendino ha raccolto il testimone da Sergio Chiamparino ed è la nuova Presidente dell’Alto Comitato di Coordinamento che guiderà la Fondazione per il Libro per i prossimi 12 mesi e il Salone Internazionale del Libro di Torino verso l’edizione del trentennale.”

 
 

I FATTI

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Tempo di Libri avverrà durante la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto D’Autore che permetterà alla città, in particolare alle biblioteche, università e alle scuole di partecipare attivamente in tutte le iniziative. La collaborazione con Bookcity, per portare i 35mila metri quadrati della fiera “fuori” dagli spazi di Rho, sarà sicuramente un sodalizio positivo per una organizzazione che si avvia alla quinta edizione ed è sempre riuscita ad attirare un gran numero di visitatori nel capoluogo lombardo.

Il salone Internazionale del libro intanto è impegnato da sabato 8 a domenica 9 ottobre con la decima edizione di Portici di Carta e con il terremoto che ancora scuote le fondamenta.
 
Non si può sapere quali ripercussioni avrà questo conflitto su una delle kermesse più amate dal pubblico ma a livello personale, nutriamo molti dubbi sulla praticità di promuovere delle fiere simili a distanza di un mese, una dall’altra. Certo, se riusciranno a diversificarsi sarebbe il sogno divenuto realtà per un mercato fortemente legato alla visibilità e promozione sulla lettura.
Gli organizzatori della fiera di Milano sostengono d’essersi ispirati alla fiera di Barcellona e non a quella del capoluogo torinese. Ma sarà sufficiente?

“Quello che Milano intende fare lo abbiamo sentito e lo faremo – spiega Enrico Selva Coddè, amministratore delegato di Mondadori Libri – Ora aspettiamo che Torino ci dia il suo progetto. Se fosse una cosa identica ci sarebbero difficoltà.”

Qui in redazione aleggia l’indecisione. Molti editori coglieranno l’occasione per partecipare ad entrambe le manifestazioni, chi non lo farebbe? Così facendo si coglierebbe l’opportunità d’avere una bella vetrina su due fette estremamente grosse del mercato editoriale italiano ma per i lettori si tratterrebbe solo di una semplice ripetizione.
Una cosa sola è certa: il conflitto tra le due città ha radici profonde nella storia della editoria. Torino dovrà prestare attenzione a non sottovalutare le capacità organizzative e di finanziamento, del capoluogo lombardo che da sempre ha dimostrato di possedere una spinta in più nella capacità d’attirare visitatori, investitori dall’estero, idee ed aziende.

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