Il ruolo del genitore – Dott.ssa Ilaria Dal Pozzolo

I bambini, il loro rapporto con la tecnologia e il ruolo di noi genitori è un argomento discusso e ri-discusso non solo tra le pagine del web. Le opinioni e gli interventi in materia sono talmente tanti da farci ritrovare ancor più confusi sul da farsi. Dott.ssa Ilaria Dal Pozzolo
Oggi abbiamo avuto il piacere di chiarirci le idee, chiedendo consigli pratici e spunti su cui riflettere alla Dott.ssa Ilaria Dal Pozzolo, Psicologa, Psicoterapeuta, Specialista in Neuropsicologia dello Sviluppo.

Grazie per aver accettato di chiarirci i nostri dubbi quasi-giornalieri. Potresti spiegarci in che cosa consiste il tuo lavoro?
Svolgo attività di valutazione, trattamento e consulenza in età evolutiva (sviluppo psicomotorio, funzionamento cognitivo, attenzione, memoria e funzioni esecutive, abilità motorie, apprendimenti – lettura, scrittura e calcolo – comprensione del testo e metodo di studio) con l’obiettivo di favorire il benessere emotivo di bambini e ragazzi nei diversi contesti di vita (scolastico, familiare, sociale) e il loro successo formativo.

Secondo i tuoi studi e la tua esperienza professionale, che ruolo dovrebbero assumere i genitori nel rapporto tra bambini e tecnologia?
La partecipazione dei genitori alle esperienze che i bambini fanno attraverso la tecnologia è fondamentale per la loro crescita. Il genitore dovrebbe pertanto non solo porre delle regole e delle limitazioni al suo uso, ma anche proporre al bambino applicazioni di qualità da usare insieme e finalizzate a favorirne lo sviluppo cognitivo.
È fondamentale che ci sia coerenza all’interno della coppia genitoriale in merito alle regole stabilite e condivise sull’uso della tecnologia e che l’adulto si ponga come modello positivo di fronte al bambino, dando quindi il buon esempio, in quanto quest’ultimo quando è più piccolo apprende per imitazione.
È infine assolutamente sconsigliato proporre al bambino l’uso della tecnologia con il solo scopo di calmarlo o distrarlo.

Dott.ssa Ilaria Dal Pozzolo

Il momento di spegnare il tablet (o il computer, lo smartphone, la tv ecc) è sempre una tragedia per i bambini.
Alcuni hanno vere e proprie crisi di pianto, mentre altri manifestano disregolazione comportamentale (ad esempio battono i piedi , si dimenano) . Cos’è possibile fare di fronte a tali reazioni e soprattutto è possibile limitarle?

Se il bambino manifesta episodi di disregolazione emotiva e/o comportamentale nel momento di spegnere il tablet, il pc o la tv, è importante in primo luogo non dare troppa attenzione a queste sue reazioni (se il bambino mette invece in atto comportamenti che potrebbero portarlo a far male a se stesso o agli altri, va assolutamente contenuto) e soprattutto non “dargliela vinta” in quanto capirebbe che avendo determinate reazioni o mettendo in atto specifici comportamenti può ottenere ciò che vuole. È quindi fondamentale che i genitori siano fermi e decisi e che vi sia coerenza e costanza tra madre e padre. Un ulteriore consiglio è quello di non rispondere alle eventuali provocazioni del bambino con altrettante provocazioni e mantenere la calma anche quando vi sarà un confronto con lui in un momento successivo alla crisi.
Fondamentale, al fine di ridurre tali episodi di disregolazione, è intervenire prima che essi si verifichino.

In che modo possiamo intervenire?
Stabilendo in anticipo regole semplici, chiare e condivise con il bambino e strutturando insieme i tempi dedicati alle diverse attività (ad esempio con tabelle della giornata da visualizzare).
Le regole andrebbero inoltre espresse in positivo: proposizioni, non divieti.

Dott.ssa Ilaria Dal Pozzolo

Ci piace molto la frase che hai scritto sulla tua pagina Facebook “Insegniamo ai bambini come pensare non a cosa pensare”. A livello pratico cosa bisognerebbe fare?
Non sostituirsi a loro nelle scelte di vita quotidiana o di fronte alle possibili difficoltà, dando loro risposte o soluzioni già pronte. Abituare i bambini a pensare con la propria testa è fondamentale affinché sviluppino una maggiore fiducia nelle proprie capacità e diventino più autonomi e sicuri nel prendere decisioni.

Cosa può fare quindi un genitore?
Porsi come guida, supportare il bambino nei momenti di difficoltà, mostrargli fiducia nelle situazioni complesse, lasciare che sviluppi e sperimenti in autonomia possibili soluzioni (non proporre quindi al bambino soluzioni già pronte) ed essere disponibili al confronto. In merito alla tecnologia è fondamentale che il genitore guidi i propri figli verso un suo utilizzo consapevole, corretto e responsabile.

Il genitore deve guidare i propri figli verso un suo utilizzo consapevole, corretto e responsabile della tecnologia.

Pensi che la tecnologia possa essere d’aiuto per l’apprendimento? Quali sono i limiti più grandi?
Ritengo che la tecnologia possa essere uno strumento in grado di favorire l’apprendimento dei bambini. A tal fine è tuttavia fondamentale che l’adulto presenti al bambino, con consapevolezza e responsabilità, applicazioni di qualità e contenuti digitali di valore, finalizzati a favorire il raggiungimento di obiettivi specifici e adatti all’età del bambino. Tutto ciò senza dimenticare l’importanza di affiancare l’uso della tecnologia ad esperienze concrete nella vita di tutti i giorni e senza tralasciare aspetti rilevanti quali la socializzazione, la comunicazione, l’interazione con i pari, la sfera emotiva, il linguaggio ecc.

Tra i forum e i gruppi di genitori sentiamo spesso parlare di videogiochi e/o di libri digitali come strumenti utili per bambini DSA o dislessici. È vero?
Sì, alcuni autori (Franceschini, Gori, Ruffino, Viola, Molteni e Facoetti, 2013) evidenziano gli effetti benefici degli action video game (videogiochi d’azione) sulla capacità di lettura nei bambini con diagnosi di Dislessia. È tuttavia raccomandato, anche dagli autori stessi, l’uso di tali videogiochi sotto il controllo e la supervisione di uno specialista della riabilitazione neuropsicologica. In merito ai libri scolastici in formato digitale (PDF aperto), essi rappresentano uno strumento utile all’attività di studio nel caso di studenti con diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Il loro ascolto, attraverso programmi di sintesi vocale, garantisce infatti ai ragazzi il raggiungimento di una maggiore autonomia nello studio, riducendo il carico cognitivo richiesto per l’attività di lettura. Anche in questo caso, si raccomanda l’uso della sintesi vocale dopo un periodo di addestramento da parte di personale competente.

Inseriresti strumenti/giochi digitali negli asili o nelle scuole in generale?
Sì, personalmente sono favorevole all’inserimento di strumenti/giochi digitali all’interno delle scuole, già a partire dalla Scuola dell’Infanzia, finalizzati a favorire il raggiungimento da parte dei bambini e dei ragazzi di specifici obiettivi o a compensare determinate difficoltà (ad esempio la lettura nel caso di bambini e ragazzi con diagnosi di Dislessia).

Link utili:

Ulteriori informazioni sulla Dott.ssa Ilaria Dal Pozzolo, sui suoi corsi, le attività a sostegno dei più piccoli e molto altro, le trovate sulla pagina Facebook “Dott.ssa Ilaria Dal Pozzolo”.

L’argomento è così importante che abbiamo aperto una sezione dedicata sul nostro blog Bambini e mondo digitale.

Riferimenti bibliografici:

Primo documento ufficiale sull’uso dei media device nei bambini da 0 a 8 anni a cura della Società Italiana di pediatria.

Franceschini S., Gori S., Ruffino M., Viola S., Molteni M. e Facoetti A.,“Action video games make dyslexic children read better”, Current Biology n.23, da pg.462 a 466, 2013.

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