Intervista a Grazia Soave, fondatrice di “Big Blog DSA”

[reading_time time=”5 minuti”]

Abbiamo avuto il piacere d’intervistare Grazia Soave, mamma esperta dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) che gestisce il blog Big Blog DSA, uno spazio virtuale dove si chiacchiera, si scambia esperienze, frustrazioni e piccole gioie sul quotidiano vivere con questi disturbi, spesso scambiati per “poca voglia di fare” o per “malattie”.

Grazia ci racconta di come conosceva già i Disturbi Specifici all’Apprendimento ma che ne divenne esperta quando ai suoi figli venne diagnosticata la disprassia (diffioltà di coordinazione e movimento), la dislessia (difficoltà nella lettura e nella decodifica del testo), la disgrafia (difficoltà nell’abilità motoria della scrittura) e la discalculia (disturbo nell’abilità di numero e di calcolo).

 

Come hai scoperto che i tuoi figli soffrivano di alcuni disturbi dell’apprendimento?

Mio figlio all’età di 20 mesi circa, non saliva le scale, non pedalava, non saliva sullo scivolo. Era impacciato nei movimenti, ed ho capito che c’era qualcosa in lui che non andava. Ho contattato un neuropsichiatra infantile molto competente e dopo alcune sedute è arrivata la diagnosi: ”disprassia evolutiva”. La disprassia è ancora oggi poco conosciuta e va a inficiare gli apprendimenti.

 

Da dove è nata l’idea di aprire un blog?

È nata dalla voglia di confrontarmi e sfogarmi con persone che vivono ogni giorno queste problematiche perché è difficile spiegare che cosa realmente provano questi ragazzi e le loro famiglie. Impotenza e frustrazione. Si sbatte costantemente contro muri di gomma a causa della scarsa informazione.

ll tuo blog pubblica anche lettere e testimonianze di altri genitori. Ci sono delle domande o dei sentimenti che li accomunano?

Sì, certo. Viviamo quasi tutti le stesse esperienze, bambini emarginati, presi in giro, scuole che non osservano il PDP, difficoltà con insegnanti e compagni.

 

Il P.D.P. o Piano Didattico Personalizzato è un accordo condiviso tra Docenti, Istituzioni Scolastiche, Istituzioni Socio-Sanitarie e Famiglia. Si tratta di un progetto educativo costruito appositamente attorno alle potenzialità dell’alunno, per successo scolastico degli alunni DSA.

 

Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) viene percepito come, usando le parole del tuo blog, una “corsia preferenziale” o come una “corsia parallela” da parte del personale scolastico, genitori e studenti?

Quasi sempre una corsia preferenziale ma questo non dovrebbe succedere, è causa della disinformazione!

back-to-school-2629361_1920

I compiti per casa sono un incubo per tutti e volte anche per genitori, specialmente per quelli che hanno bambini con disturbi dell’apprendimento. Hai qualche consiglio da dare per facilitare lo studio e sul come mantenere la pazienza che a volte vacilla?

I compiti sono una vera tortura per i dsa e anche per le famiglie poiché se un ragazzino ci impiega 2 ore, un alunno con disturbi dell’apprendimento ci impiega almeno il doppio e a volte non basta! Sì certo, si adottano strategie per aiutarli ma ogni dsa è diverso da un altro, per dare consigli bisogna analizzare il singolo caso.

 

Nella tua esperienza personale avere un bambino che possiede una certificazione del disturbo dell’apprendimento è un vantaggio o uno svantaggio?

È sia un vantaggio che uno svantaggio. Nel senso che c’è una Legge e in teoria i bambini dovrebbero essere tutelati. Le scuole dovrebbero attuare le misure compensative e dispensative ma spesso non funziona così. Lo svantaggio è che sono etichettati come “diversi’.

Secondo la tua esperienza personale, le difficoltà che molti genitori incontrano con i professori sono derivate da personale impreparato o da mancanza di fondi (es. costi delle fotocopie)?

Io direi personale impreparato è che non ha voglia di fare. Io e molte altre mamme come me siamo disposte per citare l’ esempio a pagarle le fotocopie.

 

La tecnologia (computer, videogiochi, tablet) può essere d’aiuto secondo te? Perché?

Sono strumenti validissimi per i DSA perché permettono di arrivare a determinati risultati che altrimenti non sarebbero possibili. Ad esempio un ragazzo disgrafico grave come farebbe senza pc a scrivere un tema? Oppure un dislessico a leggere un testo senza il lettore vocale?

 
 
LINK E ARTICOLI UTILI:
Big Blog DSA
Link al libro gratuito Dislessia Friendly: IO SCENDO
 
web_catalogo
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.