Musica, app e figli prodigio

Nella prima puntata di questa nuova serie dedicata ai bambini e il loro rapporto con il mondo digitale, parliamo di app e sviluppo cognitivo e di come alcuni contenuti digitali possano aiutare l’apprendimento infantile fin dai primi mesi di vita. Ebbene sì, NON TUTTO IL DIGITALE VIEN PER NUOCERE, giusto per auto-citarci.

 

Di recente alcuni studiosi hanno ridimensionato la nocività dei dispositivi digitali che, se utilizzati in aggiunta agli strumenti didattici tradizionali, potrebbero migliorare l’apprendimento delle capacità visive, delle capacità di elaborare informazioni, fino all’abilità di apprendere una nuova lingua. Alcune app sono arrivate ad elaborare contenuti adatti e addirittura benefici per bimbi di pochi mesi o addirittura ancora nella pancia della mamma. Non allarmatevi troppo, cari genitori: in questo caso si tratta di app a solo uso degli adulti ma a favore dei bambini. NIENTE NEONATI DAVANTI ALLO SCHERMO! Al massimo, nelle vicinanze. 

In generale, quando si crea contenuti digitali per bambini, ci sono molti aspetti da considerare e la musica è sicuramente uno di questi.

Prestare grande attenzione alla musica che accompagna le app è fondamentale per rispettare tempi e modi con cui il bimbo si relaziona alle immagini che vede nello schermo e alla realtà che lo circonda (se volete un esempio pratico, potete dare un’occhiata a come abbiamo elaborato le musiche per la nostra app di Gedeone, Gatto Golosone).

Un caso particolare è quello di Nuryl, un’app che utilizza contenuti musicali per stimolare le capacità cognitive di un bambino nel corso di quella finestra temporale che va dai 5 mesi prima della nascita, fino ai due anni. Questa app contiene quella che viene definita High Information Music, ovvero musica ad alto contenuto sonoro. Un’ora al giorno di ascolto di queste composizioni musicali sembra avere effetti molto positivi se fatta ascoltare nei primi anni di vita di un bimbo in quanto permette di incrementare la sua plasticità cerebrale. Il suo ideatore, Rick Beato, produttore e musicista di Atlanta, ha iniziato questo progetto quasi per caso, con suo figlio Dylan. Rick ha iniziato a comporre playlist di musica complessa che faceva ascoltare quotidianamente a suo figlio quando ancora era in pancia di sua moglie. Ora Dylan ha 9 anni ed è dotato di un orecchio assoluto (solo una persona su 10.000 è dotata di questa capacità), sa parlare diverse lingue, ha una memoria prodigiosa. Da qui nasce la creazione di un’app che permette ai genitori di far ascoltare ai propri figli differenti playlist graduate in base all’età. E secondo le testimonianze, essa sembra funzionare: migliora la funzione cognitiva permettendo al cervello di apprendere in modo più facile e veloce.

PER RICAPITOLARE: DIGITALE SÌ O DIGITALE NO?

Magari non tutti i genitori mirano ad avere un figlio prodigio. Magari queste tecniche necessitano di essere perfezionate e i loro effetti studiati più a lungo da una più vasta comunità scientifica. Tuttavia, sapere che il nostro cervello ha un potenziale ancora tutto da scoprire, è affascinante. E la tecnologia digitale può aiutare a rendere queste tecniche alla portata di tutti.

 

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