Smartphone sì o smartphone no?

Quest’anno a Piacenza un liceo ha deciso di mettere al bando i cellulari diventando al prima scuola Phone-Free d’Italia. Certo, gli smartphone sono quasi sempre vietati in classe e al lavoro ma una sbirciatina ogni tanto la diamo quasi tutti; insegnanti compresi.

Il Liceo San Benedetto di Piacenza è andato oltre, obbligando gli studenti a riporre i propri cellulari nelle custodie morbide marchiate YONDR che verranno “sigillate” dal docente della prima ora e sbloccate al termine delle lezioni, ricreazione compresa.
Sono vari i motivi che hanno spinto i professori a dotarsi di queste tasche (famosissime negli Stati Uniti) ma il motivo principale riguarda l’educazione alla socialità ed il tentativo di limitare il cyber-bullismo.

É indubbio come gli adolescenti necessitino di “riscoprire” la socialità al di là degli smartphone, quella che ci permette di parlare a vis-à-vis con una persona senza essere imbarazzati, inadeguati e a disagio. É assolutamente necessario lavorare sulla dialettica, sulla capacità di sviluppare un linguaggio che vada oltre a delle semplici frasi d’uso comune e permetta agli adolescenti d’esprimere al meglio il turbinio di pensieri, emozioni e idee tipiche della loro età. Ma siamo sicuri che vietare in toto i cellulari sia una scelta saggia?

Il vietare durante l’orario scolastico sembra un semplice posticipare il problema a quando i ragazzi son fuori dalla scuola, lasciati soli a scrollare i social networks e le chat-room.

Il problema del vietare per un periodo limitato di ore è che, molto spesso, alla fine del divieto, le ore passate davanti allo schermo tenderanno ad aumentare ma ancor più grave, è che non vengono forniti agli studenti strumenti, indicazioni, suggerimenti sul come usare al meglio lo smartphone. Quali sono i rischi? Esiste una dipendenza? Perché passo il tempo a guardare filmati e il tempo vola? Quali sono le app di dubbia provenienza? Cosa significa tutelare la privacy online? Cosa è legale e cosa è no? Perché le conversazioni più intime, più significative le faccio attraverso il cellulare e non riesco ad esprimermi a voce? Come faccio a non essere sempre connesso?

Passiamo in media 2 ore al giorno connessi ai social network

Sarebbe bello che come già si fa per le ore d’educazione sessuale, nelle scuole si parlasse d’educazione alla tecnologia, di rischi e benefici. Sarebbe bello che gli adolescenti (e anche i bambini) non dovessero capire il bene e il male dalle notizie di cronaca e che tra i banchi di scuola mentre l’insegnante spiega, non si usasse il cellulare se non come strumento integrato per una didattica interattiva strutturata da regole chiare. Insomma questo provvedimento sembra l’ennesimo specchio di una possibilità sprecata, spesso non capita dagli adulti.

E voi cosa ne pensate? Vi definite dipendenti dal vostro cellulare? Avete mai discusso con i più piccoli sul suo uso?